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- Autorizzazioni per gli impianti di compostaggio
Guida normativa
Impianti di compostaggio:
autorizzazioni
e normative nel 2026
Il titolo dipende da quanto rifiuto tratti al giorno e da che rifiuto è. Sopra le 75 tonnellate al giorno di rifiuti non pericolosi con trattamento biologico serve l'Autorizzazione integrata ambientale; sotto, l'autorizzazione unica dell'art. 208 del Testo unico ambientale; per i piccoli impianti esistono le procedure semplificate, il compostaggio di comunità e i piccoli impianti aerobici con SCIA. Sopra le 10 tonnellate al giorno si aggiunge la verifica di assoggettabilità a VIA.
Questa pagina mette in fila soglie, autorità competenti e tempi, poi entra nella parte che decide l'esito di molte istruttorie: il contenimento di odori, polveri e percolato richiesto dalle BAT europee, che è il punto in cui una copertura mobile smette di essere un accessorio e diventa una prescrizione.
Ultimo aggiornamento: 2026-09-02

I titoli
AIA, autorizzazione unica, procedure semplificate
Il riferimento è la Parte quarta del D.Lgs. 152/2006 (Testo unico ambientale). Le soglie sono nazionali; le competenze sono in gran parte regionali o delegate alle Province.
| Impianto | Titolo | Autorità | Riferimento |
|---|---|---|---|
| Oltre 75 t/giorno di rifiuti non pericolosi con trattamento biologico (100 t/giorno se l'unica attività è la digestione anaerobica) | Autorizzazione integrata ambientale (AIA) | Regione o Provincia delegata, con ARPA per i controlli | Parte II Titolo III-bis e Allegato VIII punto 5.3 D.Lgs. 152/2006 |
| Sotto la soglia AIA, in procedura ordinaria | Autorizzazione unica | Regione o Provincia delegata, in conferenza di servizi | Art. 208 D.Lgs. 152/2006 (istruttoria di 150 giorni) |
| Compostaggio in procedura semplificata, entro i quantitativi del DM 5 febbraio 1998 | Comunicazione e iscrizione nel registro provinciale | Provincia | Artt. 214-216 D.Lgs. 152/2006; DM 5/2/1998 |
| Compostaggio di comunità fino a 130 t/anno | Segnalazione certificata di inizio attività | Comune | DM 266/2016 |
| Piccoli impianti aerobici fino a 80 t/anno per rifiuti agricoli, vivaistici o organici del Comune e dei Comuni confinanti | SCIA | Comune | Art. 214 comma 7-bis D.Lgs. 152/2006 |
L'Autorizzazione unica ambientale (DPR 59/2013) riunisce emissioni, scarichi e altri titoli ambientali delle piccole e medie imprese, e può contenere la comunicazione in procedura semplificata: non sostituisce l'autorizzazione dell'art. 208 né l'AIA.
Valutazioni ambientali
Screening VIA, qualità del compost, garanzie
- 01
Verifica di assoggettabilità a VIA
Gli impianti di recupero di rifiuti non pericolosi con capacità superiore a 10 tonnellate al giorno mediante operazioni da R1 a R9 (il compostaggio è R3) rientrano nell'Allegato IV alla Parte seconda del D.Lgs. 152/2006 e vanno sottoposti a verifica di assoggettabilità, di competenza regionale. Se lo screening rileva impatti significativi, si passa alla VIA vera e propria.
Tempi
Lo screening precede l'autorizzazione all'esercizio: va inserito nel cronoprogramma prima della conferenza di servizi. - 02
La qualità del compost
Il prodotto in uscita è un rifiuto finché non rispetta le caratteristiche dell'ammendante compostato del D.Lgs. 75/2010 sui fertilizzanti: metalli pesanti, salinità, indice di germinazione, assenza di plastiche e vetro oltre soglia. Le analisi periodiche sono una prescrizione, non un'opzione.
Perché conta
Un compost fuori specifica torna rifiuto: costo di smaltimento invece che ricavo. - 03
Garanzie finanziarie
L'autorizzazione dell'art. 208 prescrive le garanzie finanziarie a copertura degli obblighi del gestore, con importi fissati dalle Regioni in base a capacità e tipologia di rifiuto. Vanno preventivate insieme alle opere.
Da chiedere
Al tecnico che segue la pratica: durata della garanzia e condizioni di svincolo.
Emissioni
Odori, polveri e percolato: cosa chiedono le BAT
Le conclusioni sulle migliori tecniche disponibili per il trattamento dei rifiuti (Decisione UE 2018/1147) sono vincolanti per gli impianti in AIA e sono il riferimento tecnico che le autorità applicano anche sotto soglia. Per il trattamento biologico chiedono di confinare o coprire le fasi che generano emissioni odorigene e polveri, di captare l'aria esausta e trattarla con biofiltri o scrubber, e di monitorare gli odori con un piano di gestione dedicato.
Il percolato è l'altro fronte: le aree di ricezione, biossidazione e maturazione vanno impermeabilizzate, il percolato raccolto e trattato o riutilizzato nel processo, i cumuli protetti dal dilavamento delle piogge. Le prescrizioni regionali sugli odori, come le linee guida della Lombardia, aggiungono limiti in unità odorimetriche al confine e distanze minime dai ricettori.
È qui che entra la copertura: una struttura mobile in acciaio zincato e PVC sopra le aree di processo confina polveri e odori, tiene il percolato separato dalle acque meteoriche e si apre per il passaggio di pale e rivoltacumuli. Per l'impianto ASIA di Napoli abbiamo realizzato una copertura da 30×80 metri con questa logica.
Regioni e Comuni
Dove cambia da territorio a territorio
- Piani regionali dei rifiuti: fissano fabbisogni, localizzazioni ammesse e criteri di distanza da centri abitati e ricettori sensibili.
- Linee guida sugli odori: alcune Regioni impongono la caratterizzazione odorimetrica e limiti al confine già in fase di autorizzazione.
- Deleghe alle Province: in molte Regioni l'autorizzazione dell'art. 208 è provinciale, con conferenze di servizi e tempi propri.
- Titolo edilizio: l'autorizzazione ambientale non sostituisce quello urbanistico. Per le coperture amovibili valgono i regimi descritti nella guida ai capannoni mobili e concessione edilizia.
- Antincendio: gli impianti di trattamento rifiuti sopra le soglie del DPR 151/2011 sono attività soggette a controllo dei Vigili del Fuoco.
La pratica
Cosa preparare per l'istanza
- Relazione tecnica di processo: rifiuti in ingresso con codici EER, capacità giornaliera e annua, fasi, tempi di biossidazione e maturazione, bilancio di massa.
- Layout dell'impianto con aree impermeabilizzate, coperte e confinate, viabilità interna, stoccaggi in ingresso e in uscita.
- Piano di gestione operativa e piano di monitoraggio: emissioni, odori, percolato, qualità del compost.
- Studio preliminare ambientale per lo screening VIA e, se richiesta, la documentazione di VIA.
- Documentazione delle opere: per le coperture, disegni, relazione di calcolo NTC 2018, DoP EN 1090 e certificati del telo, che forniamo con la struttura.
Il prodotto
Copritutto CDC per compostaggio e inerti
Struttura autoportante retraibile in acciaio zincato a bagno caldo, ampie campate senza pilastri interni, telo PVC selezionato per vapori aggressivi e umidità, oblò e settori apribili per il ricambio d'aria. Dimensionata sulla volumetria dei cumuli e sul layout dell'area.
Approfondimenti
FORSU, trincee e processo
Come funziona il trattamento della frazione organica, perché le trincee di compostaggio si coprono con tettoie motorizzate e cosa succede nelle fasi di biossidazione: tre articoli tecnici a completamento di questa guida.
Domande frequenti
Autorizzazioni per il compostaggio: le domande che riceviamo
- Quando un impianto di compostaggio è soggetto ad AIA?
- Quando tratta più di 75 tonnellate al giorno di rifiuti non pericolosi con trattamento biologico (100 tonnellate al giorno se l'unica attività è la digestione anaerobica), secondo l'Allegato VIII alla Parte seconda del D.Lgs. 152/2006. Sotto quella soglia si applica l'autorizzazione unica dell'art. 208.
- L'AUA basta per aprire un impianto di compostaggio?
- No. L'Autorizzazione unica ambientale del DPR 59/2013 riunisce emissioni, scarichi e altri titoli delle piccole e medie imprese e può includere la comunicazione in procedura semplificata per i rifiuti, ma non sostituisce l'autorizzazione dell'art. 208 né l'AIA.
- Cos'è il compostaggio di comunità?
- Il compostaggio di rifiuti organici prodotti da più utenze, fino a 130 tonnellate all'anno, in un'apparecchiatura dedicata: è disciplinato dal DM 266/2016 e si avvia con una segnalazione certificata al Comune, senza autorizzazione regionale.
- Serve la VIA per un impianto di compostaggio?
- Sopra le 10 tonnellate al giorno serve almeno la verifica di assoggettabilità (screening) regionale, prevista dall'Allegato IV alla Parte seconda del D.Lgs. 152/2006 per il recupero di rifiuti non pericolosi con operazioni da R1 a R9. La VIA completa scatta se lo screening rileva impatti significativi.
- La copertura delle aree di compostaggio è obbligatoria?
- Le BAT per il trattamento dei rifiuti (Decisione UE 2018/1147) chiedono di confinare o coprire le fasi che generano odori e polveri e di proteggere i cumuli dal dilavamento; le autorità le traducono in prescrizioni specifiche nell'autorizzazione. Nella pratica una copertura delle aree di biossidazione e maturazione è la via più diretta per rispettarle.
- Che titolo edilizio serve per la copertura mobile?
- L'autorizzazione ambientale non copre l'aspetto urbanistico. Per una struttura amovibile in acciaio e PVC valgono i regimi ordinari: comunicazione per le opere temporanee, SCIA per l'uso stabile, permesso di costruire nei casi di nuova costruzione. Forniamo disegni, calcolo NTC 2018 e DoP EN 1090 per la pratica.
Riferimenti normativi: D.Lgs. 152/2006 Parte seconda (Titolo III-bis; Allegato IV punto 7 lett. z.b; Allegato VIII punto 5.3) e Parte quarta (artt. 208, 214, 215, 216); DM 5 febbraio 1998; DM 29 dicembre 2016 n. 266; DPR 59/2013; D.Lgs. 75/2010; Decisione di esecuzione (UE) 2018/1147 (BAT trattamento rifiuti); DPR 151/2011. Contenuto informativo aggiornato a settembre 2026: non sostituisce la consulenza di un tecnico ambientale né il confronto con l'autorità competente.
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Emissioni odorigene, biofiltri, ricambio d'aria e coperture amovibili.
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Le fasi del processo, dalla ricezione alla maturazione.
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Coperture apribili sulle trincee di biossidazione.
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Struttura speciale 30×80 m per l'impianto di compostaggio urbano.
- Capannoni mobili e concessione edilizia →
Il titolo edilizio della copertura, separato da quello ambientale.