Widget Image

Capannoni, coperture e tettoie in acciaio

Coprikompatt produce coperture mobili e fisse come tunnel mobili o capannoni retrattili, capannoni mobili, capannoni in pvc, capannoni indipendenti e chiusure industriali per punti di carico.

Contatti


+39 085.9506197
info@coprikompatt.com
Contatti: +39 085.9506197
info@coprikompatt.com
Orari: Lunedì - Venerdì
8:30-12:30 14:00-18:00
Dove siamo: Città Sant'Angelo (PE)
Via delle Gualchiere, 2 - 65013
Social:
Top

FAQ

coprikompatt / FAQ

Zincatura

Come viene effettuata la zincatura?

La zincatura a caldo viene effettuata in bagni di zinco quasi puro, ma, come negli acciai, si mettono altri elementi (alluminio, piombo, nichel, rame, stagno, bismuto, ecc…) che ne modificano alcune caratteristiche chimico-fisiche. Molti studi accademici e l’esperienza dello zincatore portano all’uso di diverse miscele per ottenere maggiore brillantezza del rivestimento, maggiore scorrevolezza dello zinco fuso, maggiore ”indifferenza” al contenuto di silicio nell’acciaio.

La zincatura ha differenze di colore?

La zincatura a caldo non ha differenziazioni di colori: la sua tonalità varia dal grigio-azzurro brillante al grigio scuro opaco a seconda del materiale di base, la composizione del bagno e lo spessore del rivestimento. Le zincature ”colorate” citate sopra sono trattamenti di deposizione galvanica per via elettrochimica e le colorazioni diverse sono dovute in questo caso alla soluzione elettrolitica usata e al processo di lavorazione.

Quali norme regolano i rivestimenti di zincatura?

Sono in corso di validità la norma UNI EN ISO 1461 e la norma CEI 7-6 del 1997 in quanto la prima è di interesse nella zincatura di carattere generale, mentre la norma CEI riguarda le specifiche per prodotti destinati all’ambito dell’energia elettrica.
norma UNI EN ISO 1461 (30/09/1999): rivestimenti di zincatura per immersione a caldo su prodotti finiti ferrosi e articoli di acciaio. Specificazioni e metodi di prova;
norma CEI 7-6 (1997): norme per il controllo della zincatura a caldo per immersione su elementi di materiale ferroso destinati a linee e impianti elettrici.
Ciò significa che la norma CEI è ancora applicabile nell’ambito proprio (definito nella norma), mentre per la zincatura generale, se non esistono altre norme specifiche, ci si deve attenere alle specifiche della UNI EN ISO 1461. Si ricorda che le norme EN sono valide negli stati membri del Comitato Europeo per la normazione (CEN), i quali sono tenuti a recepire le norme europee.

Di quanto aumenta il peso di un manufatto zincato?

Questo è un dato importante da tenere in considerazione in fase di progettazione, tuttavia è difficile dare dei valori precisi: si può però far riferimento allo spessore del rivestimento richiesto, dopodiché si può sfruttare la relazione tra spessore del rivestimento e peso al metro quadro di superficie del manufatto; nel caso di manufatti cavi (ad esempio i tubi), si deve considerare anche tutta la superficie interna. Se non vengono predisposti i necessari fori di scarico nei manufatti cavi, ci potrebbero essere depositi di zinco che andrebbero ad aumentare sensibilmente il peso dei pezzi. Generalmente l’incremento di peso si aggira tra il 3,5% e il 10,0% in funzione delle caratteristiche dell’acciaio, della forma e delle dimensioni dei pezzi da sottoporre alla zincatura a caldo.

Di quanto aumenta lo spessore di un manufatto zincato?

La zincatura ”a caldo” viene effettuata con immersione nello zinco fuso; questo innesca dei processi diffusivi, per cui lo zinco penetra nell’acciaio formando una lega con un’alta capacità di adesione, mentre lo zinco ulteriore crea uno strato puro di protezione catodica. Gli spessori di rivestimento possono variare da qualche decina di micron a 150-200 micron.
Nel processo elettrolitico, i manufatti vengono immersi in soluzioni acquose di sali di zinco.
”Iniettando” un’opportuna corrente elettrica nel bagno, gli atomi (ioni) di zinco vengono attirati dal metallo su cui si attaccano, formando uno strato superficiale. Tale metodo non implica diffusione, quindi non c’è lega tra l’acciaio e lo zinco: lo strato protettivo di zinco puro aderisce al manufatto ”aggrappandosi” nelle rugosità dell’acciaio e il suo spessore non supera qualche micron.

Perché sui manufatti zincati si sviluppa una polvere di colore bianco?

Il fenomeno, conosciuto nel settore come “ruggine bianca”, è contemplato dalla norma di riferimento.
Si tratta di un processo di ossidazione che colpisce soprattutto le superfici appena zincate sottoposte ad un’atmosfera particolarmente umida; in queste condizioni si forma soprattutto idrossido di zinco e, in minima parte, ossido e carbonato di zinco, che non influiscono sulla naturale resistenza del rivestimento di zinco nei confronti della corrosione.

Perché si dovrebbe voler verniciare una superficie zincata?

Il rivestimento superficiale dato dalla combinazione sinergica di zinco e vernice, chiamato “duplex”, produce una protezione maggiore della somma della protezione che ciascuno dei due metodi offrirebbe individualmente; inoltre la verniciatura di superfici zincate può essere indicata laddove sia richiesto un particolare effetto estetico, oppure per conferire maggiore visibilità ai manufatti.

Cosa si intende per “zincatura a freddo”?

La cosiddetta zincatura a freddo non è una zincatura nel senso stretto del termine, ma si tratta semplicemente di un metodo di verniciatura che prevede l’impiego di prodotti a base di zinco. Non avviene alcuna reazione metallurgica tra zinco e ferro e si crea soltanto uno strato superficiale avente uno spessore tale da garantire una minima protezione dalla corrosione, non lontanamente paragonabile con quanto si possa ottenere attraverso la zincatura a caldo.

PVC

Caratteristiche telo PVC

La natura stessa di questo materiale e le caratteristiche tecnico/chimiche del PVC ne assicurano una TOTALE impermeabilità all’acqua ed agli agenti atmosferici.

Resistenza a piegamenti

Il PVC per la stessa natura dei suoi componenti, consente un’ottima resistenza a piegamenti del tessuto.

Classificazione di reazione al fuoco

Il PVC ha una classe di reazione al fuoco pari a 2, grazie agli strati speciali con cui è prodotto.

Struttura

Come è costruita la struttura del tunnel mobile?

La struttura portante del tunnel mobile è costruita in acciaio zincato a bagno caldo, calcolata in base alla normativa vigente in tema di costruzioni in acciaio in relazione alla zona di installazione completa di certificazione firmata da tecnico abilitato.

Come viene ancorata la copertura mobile?

La copertura è ancorata a terra con dei binari di scorrimento di adeguata grandezza che possono essere, a seconda delle circostanze, tassellati al suolo (con pavimento in cemento di mm 250 di spessore) o affogati nel getto di calcestruzzo su un cordolo o direttamente al piano strada.

Come si fissa il telo alla struttura in carpenteria?

Il telo ha un sistema di aggancio tra telo e struttura caratterizzato da piastre termosaldate con macchine a frequenza, complete di cinghietti in materiale antistrappo. Nei punti maggiormente sollecitati l’aggancio viene effettuato a mezzo fasce termosaldate complete di anelli in acciaio per tutta la larghezza della capriata. Tale sistema ci permette di montare in sicurezza le ns. strutture anche in zone fortemente ventose.

Non si usura il telo nelle parti di contatto?

I punti di contatto vengono rinforzati con doppio strato di telo in modo da evitare che il manto si consumi.

Come funziona la movimentazione?

Lo scorrimento della struttura è garantito da ruote in acciaio pieno con doppio cuscinetto a sfera anti acqua e anti polvere auto lubrificanti in modo da permettere la movimentazione del tunnel in qualsiasi momento.Le ruote vengono coperte inoltre da appositi carter anti infortunistici che ne garantiscono l’assoluta sicurezza di utilizzo per operatori e merci.

Che utilizzo posso fare con queste coperture?

I tunnel mobili Copritutto possono essere utilizzati come:
Magazzini di qualsiasi dimensione adatti al recupero di spazi altrimenti inutilizzati
Zone di carico e scarico merci
Ricoveri di macchianari e attrezzature
Centri sportivi
Aree di collegamento tra capannoni o smistamento merci in arrivo e partenza
Cantieri Navali
Industrie chimiche e raffinerie
Industria alimentare e grande distribuzione

Telo

Come diventa il colore del telo del tunnel retrattile nel tempo?

Abbiamo studiato per una maggiore sicurezza una serie di accorgimenti tecnici che garantiscono la resistenza delle nostre coperture alle intemperie e agli agenti naturali esterni.
I teli subiscono un particolare trattamento di spalmatura all’origine che ne garantisce la resistenza ai raggi UV determinandone una maggiore durata nel tempo e una maggiore stabilità cromatica.

Resiste al vento?

Gli agganci del manto alla struttura metallica sono stati studiati per dare la massima resistenza all’azione dirompente del vento, a tal proposito montiamo un doppio sistema di sicurezza che è composto oltre che dalle tradizionali piastre termosaldate con cinturino in PVC doppia tela rinforzata e plastificata anche da fasce continue con anelli in acciaio saldate per tutta la larghezza del tetto atte a garantire, sulle capriate più sollecitate una resistenza su tutto l’arco di capriata in questo modo il manto resterà sempre saldamente ancorato alla struttura.

Nei punti di contatto tra carpenteria e telo non si lacera il PVC?

Nei punti di maggiore lavoro dinamico da parte del manto, angoli vivi, vertici, punti di ancoraggio sono previsti rinforzi in PVC a doppio strato atti ad evitare le lacerazioni dovute all’azione continuativa degli agenti atmosferici.

Come viene tensionato il telo in pvc?

La tensione del telo avviene per mezzo di tiranti costruiti con un profilo in acciaio (FE 430) a sezione circolare di adeguato diametro che permettono di rendere la struttura mobile rigida come le migliori strutture fisse, evitando però le lungaggini burocratiche delle autorizzazioni edilizie, offrendo altresì la possibilità di movimentazione in tempi estremamente ristretti. Appena sopra il carter ruota inoltre viene fissato un gancio di tensione che spinge il telo verso il basso, in questo modo anche le folate più insistenti non possono intaccare il manto di copertura.
I portali in acciaio costituiti da capriate singole o unite a coppie e dai montanti verticali, sono uniti a quelli successivi e ai precedenti per mezzo di pantografi con sistema di sicurezza che garantisce la possibilità di movimentare la struttura senza mutare la statica e la sicurezza di impiego della stessa.

Frontalmente come viene chiuso il tunnel retrattile?

A completamento della struttura viene fornito sul fronte delle capriate di testa un frontalino in telo con sistema di tensione antistrappo, anche in questo caso il frontalino è corpo unico con il manto della struttura e ne garantisce la tenuta fin dalle testate oltre che a impedire infiltrazioni di acqua piovana o vento. I fronti inoltre possono essere chiusi per mezzo di tende scorrevoli con armatura in acciaio oppure con svariati sistemi quali porte ad alzata rapida, chiusure a strisce, portoni industriali e combinazioni di questi a seconda delle vostre esigenze.

Che resistenza ha il telo?

Il telone di copertura è realizzato in tessuto poliestere spalmato superficialmente con PVC su entrambi i lati e rinforzato nei punti in cui è prevista una maggiore usura, è disponibile in una vasta gamma di colori anche combinabili tra di loro :

– Peso proprio del telo: 750 gr/mq.;
– Peso telo montato: 900 gr/mq.;
– Resistenza al fuoco: Autoestinguente CLASSE II certificata;
– Resistenza alla trazione in ordito e trama: pari a 400 N/5 cm;
– Resistenza alla lacerazione: 40 Kg. ca.;
– Resistenza alla temperatura: + 70° C – 30° C.

Le tende frontali come sono?

I teli frontali che vengono montati come standard di chiusura dei COPRITUTTO® sono quanto di più semplice ed economico si possa adoperare per la chiusura della vs. copertura mobile. AdoperiamoPVC Telato BEST ADR CL II con rinforzi in doppio telo oltre che sacche verticali con interasse variabile a seconda della spinta del vento per la zona di installazione che contengono barre in acciaio anti vento. Per garantire una maggiore resistenza al vento le barre sono unite tra loro a mezzo di una catena fissata agli estremi della struttura munita di un tenditore centrale che unisce le due estremità determinando, una volta serrato, una alta resistenza e flessibilità di impiego.
Il tenditore centrale è di ns. esclusiva produzione e garantisce una facilità di impiego oltre che una resistenza agli agenti esterni non riscontrabile in strutture analoghe.
Per semplicità di utilizzo inoltre abbiamo pensato ad una chiusura realizzata con due ” ganci a riscontro” posti uno ad altezza uomo e l’altro a circa 2 metri da terra che rendono le operazioni di apertura e chiusura delle tende frontali operazione di assoluta comodità.